Direttamente da Lorenzo De Antiquis che racconta l'aneddoto :


La cosa più difficile per me è sempre stata quella di fare il treppo. Più facile tenerlo che farlo.
" Per farlo escogitavo di volta in volta qualche pezzo : mettere l'istrumento in piazza prima di cominciare, delle
volte bastava. Quelli magari che avevano voglia di sentire qualche cosa potevano anche fermarsi. Era difficile
invece quando la gente aveva fretta . Se m'avevano conosciuto mi era più facile fare il treppo che se non mi conoscevano.
"Fermiamoci che avrà qualche cosa di nuovo da raccontarci" ... Se invece la gente era ben disposta bastava la presenza,
bene o male qualcosa si sarebbe fatto. Quando facevo il cantastorie in piazza, ogni mattina io non ero il cantastorie
del giorno prima. Il mio imbonimento non è mai stato scentifico come quello dei cantastorie di oggi, che quelle parole
sono quelle trecentosessantacinque volte all'anno io no, io vedevo la situazione, quello che veniva fuori in quel momento,
delle volte indovinavo e facevo dei soldi, altre volte sbagliavo magari e la facevo bianca...
perchè bisogna dire che , le "bianche"
le ho fatte anch'io


(note : "fare il treppo” nel gergo dei cantastorie significa radunare un gruppo di persone alle quali vendere i propri canzonieri)